Lavoro autonomo e figli

scritto da Vera Giuliani

Soprattutto le donne che svolgono un lavoro autonomo e hanno dei figli vivono una situazione particolare: devono (e possono) suddividere il loro tempo, definire le loro priorità e pensare a una previdenza in modo diverso, rispetto a quelle che svolgono un lavoro dipendente.

Ogni impiego ha i suoi vantaggi e svantaggi, con o senza figli. Tuttavia, la condizione di donna e mamma con un lavoro autonomo non è affatto facile in Alto Adige.

Le differenze finanziarie e di organizzazione del tempo, p.e. in tema di previdenza o congedo di maternità, sono estremamente marcate tra enti pubblici, aziende private e attività autonome, al punto che molte donne sono costrette a rinunciare a un lavoro indipendente.

Io stessa sono una libera professionista che opera come consulente aziendale. Mi ritengo molto fortunata ad avere individuato il lavoro che fa per me e che mi dà gioia e soddisfazioni. Fortunatamente non ho dovuto scegliere tra lavoro e figli perché, con una buona organizzazione, l’aiuto dei miei familiari e un fantastico team di colleghi, sono in grado di gestire entrambi.

Ciò nonostante sono dell’idea che l’Alto Adige sia rimasto indietro rispetto agli sviluppi degli ultimi anni in tema di conciliabilità tra famiglia e professione, al punto che si stanno rendendo necessari interventi urgenti. Non dimentichiamo che se mamma e papà sono felici, lo sono anche i figli, indipendentemente dalla scelta di vita personale.

 

 

Stando a IPL (Istituto Promozione Lavoratori), rapporto di marzo 2019 “Occupazione femminile in Alto Adige: molto precariato, poche dirigenti”, la percentuale femminile in settori “tipicamente maschili” è molto bassa. A causa della necessità di conciliare famiglia e lavoro, che grava soprattutto sulle donne, poche di esse riescono a occupare ruoli dirigenziali, come si evince anche dal grafico.

 

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