State già raccontando la vostra storia o state ancora definendo la filosofia aziendale?

Scritto da  Gernot Gruber
State già raccontando la vostra storia o state ancora definendo la filosofia aziendale?

È sempre sbalorditivo constatare le idee che un marchio è in grado di generare nella mente delle persone e quanti pochi stimoli ne derivino. Nell’ambito delle ricerche di mercato sulla percezione dei marchi, la libera associazione rappresenta un valido strumento per riconoscere il valore attribuitovi dai clienti.

Certo, l’ideale sarebbe una storia. Una storia emozionale “marchiata a fuoco” nella memoria del pubblico. Insomma, un “branding” nel vero senso della parola.

Ciò presuppone però che un’azienda racconti la sua storia, o meglio ancora le sue storie. Lo storytelling è da sempre ampiamente in uso nel marketing e nello spot natalizio della catena germanica di generi alimentari EDEKA è stato concretizzato in modo semplice e conciso in un minuto e cinquanta secondi.(https://www.youtube.com/watch?v=V6-0kYhqoRo).


Autentico o nulla!

Non occorre necessariamente disporre di un grosso budget per cristallizzare in modo incisivo in uno spot il proprio messaggio, presumibilmente già esistente. Una storia deve adeguarsi al posizionamento dell’impresa sul mercato, alla filosofia del marchio e alla cultura aziendale. In caso contrario, imporrà uno stravolgimento artificioso, compromettendo l’autenticità, l’elemento più importante nello storytelling, in particolare in un’epoca in cui tutti possono creare (social) media e quindi opinioni.

Prestando attenzione, noterete subito quante storie si celano anche nella vostra azienda. I collaboratori sono quasi sempre custodi di innumerevoli racconti, soprattutto se hanno passione per il loro lavoro e lo svolgono con entusiasmo. Le piccole testimonianze quotidiane alla macchinetta del caffè possono affascinare clienti, fornitori e collaboratori potenziali. L’uomo, da milioni di anni, ha fiuto per le buone storie. Altrimenti come potremmo sopravvivere alle infinite e freddi notti invernali davanti al camino, senza connessione internet?

In principio fu la storia

Benprima della realizzazione di ottimi prodotti, servizi e marchi, ci sono immagini, fantasie e idee di inventori, fondatori e sviluppatori, che immaginavano come queste creazioni avrebbero cambiato le nostre vite. Nessuno ha iniziato calcolando come trasmettere i dati via radio: tutto è cominciato quando qualcuno ha sognato la comodità di avere tutto a portata di mano là fuori, da qualche parte, in un piccolo apparecchio, con la possibilità di svolgere il proprio lavoro pescando.

Solo la partecipazione è autentica

Spesso, però, lo stupore descritto all’inizio cede il passo alla delusione. La comunicazione aziendale si svolge per mezzo di conferenze e comunicati stampa e via dicendo. Il problema è piuttosto semplice: tutto secondo lo standard. Si comunicano i risultati conseguiti, i criteri di qualità, le norme ISO, si pubblicano lunghe liste di referenze: i siti web sono tutti uguali, che si tratti di erogatori di servizi finanziari o di produttori di materiale isolante. E poi ci si sorprende se non restano impressi nella mente del cliente?

E come procedere?

Non è sempre facile prendere le distanze dalla comunicazione aziendale tradizionale: servono coraggio, decisione e la disponibilità a un’onesta apertura. Certo, fa paura, ma quando le cose funzionano a dovere, si viene ricompensati. Una volta presa questa decisione, si può iniziare e sviluppare la storia. Il primo passo è la definizione di criteri decisivi, in linea con il marchio/l’azienda, creando così la traccia da seguire.

EDEKA ha definito il claim “Amiamo i generi alimentari”, che implica anche che EDEKA ama le persone. Appare naturale, nella celebrazione dell’amore, porre le persone in primo piano, o meglio, ciò che è veramente importante nella vita delle persone.

Ritorno alle origini

La via più semplice per la vostra storia più importante, o addirittura centrale, passa per la domanda: “Perché fate quello fate?”. Sembra facile, ma ridurre tutto a un punto semplice e comprensibile richiede un lungo percorso. Colui che è in grado di raccontare questa storia con franchezza, in poche frasi, può sviluppare su tale base tutte le varianti possibili e affascinare con sfumature sempre nuove.

 

Cominciate a raccontare la vostra storia

E, se avete bisogno di aiuto in fase di estrapolazione o di una buona analisi di partenza, conosco la storia di un team straordinario, composto da numerosi esperti riunitisi 20 anni fa per…

 

 

Per concludere, ancora alcune considerazioni.

1. La nostra mente è programmata per le storie: “C’è una nuova auto“ è meno incisivo di “Il vostro vicino ha una nuova auto”.

2. Lo sviluppo dei media necessita di content: blog, tweet, posting & Co. hanno bisogno di storie.

3. Il tutto funziona se i contenuti sono validi. Ci sono anche plot che non portano da nessuna parte o aneddoti inadeguati.

4. Gli obiettivi devono essere definiti chiaramente. Quali scopi volete conseguire?

  • Identificazione del cliente con l’azienda
  • Rafforzamento del legame con il marchio
  • Incremento del fatturato
  • Acquisizione di lettori fedeli
  • Stimolazione dell’interesse di nuovi clienti

5. Fittizio o non fittizio. Escogitato o reale. Entrambe le forme conseguono l’obiettivo.

6. E coloro che vogliono scomporre tecnicamente  lo storytelling: http://jamesharris.design/periodic/


 

 

 
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    Flora Kröss, CEO ewo

    www.ewo.com

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